DE Phrasen mit fuori posto IT Übersetzungen
Italienisch «[Zucchero] o [isoglucosio] o [sciroppo di inulina] non considerato “fuori quota” per le esportazioni senza restituzione» in italiano «[Zucchero] o [isoglucosio] o [sciroppo di inulina] non considerato “fuori quota” per le esportazioni senza restituzione»
Italienisch Documento di trasporto con destinazione fuori CE presentato In italiano Documento di trasporto con destinazione fuori CE presentato
Italienisch «[Zucchero] o [isoglucosio] o [sciroppo di inulina] non considerato ‚fuori quota‘ per le esportazioni senza restituzione» in italiano «[Zucchero] o [isoglucosio] o [sciroppo di inulina] non considerato “fuori quota” per le esportazioni senza restituzione»
Italienisch “Zucchero non considerato ‘fuori quota’ per le esportazioni senza restituzione” in italiano “Zucchero non considerato ‘fuori quota’ per le esportazioni senza restituzione”
- Documento di trasporto con destinazione fuori CE presentato, - Documento di trasporto con destinazione fuori CE presentato,
(30) Esterne: i lavori di banchinamento sono stati realizzati per conto del Magistrato della Acque di Venezia e sotto la regia del Consorzio Venezia Nuova. Inoltre, la fabbricazione dei serbatoi che ha in ultima analisi ritardato la consegna delle navi C. 196 e C. 197 è stata commissionata all'impresa Idromacchine S.r.l., mentre il Cantiere Navale De Poli SpA è responsabile solo dell'allestimento delle navi. Gli enti responsabili dei lavori di banchinamento ed il costruttore dei serbatoi sono dei soggetti operanti al di fuori del controllo del cantiere, la cui attività dipende invece dal loro operato. A ciò si aggiunga che i serbatoi sono indispensabili per la sicurezza e la qualità delle navi C. 196 e C. 197, che dovevano essere conformi alle specifiche IMO e R.I.NA. per ottenere la prevista classificazione R.I.NA "Marca Stella 100 A.1.1. Nav.I.L. Cst (GL) P (-48 °C, 1 bar, 0,97 ton/m3) tipo 2G, IIQ-IAQ-A". (30) Esterne: i lavori di banchinamento sono stati realizzati per conto del Magistrato della Acque di Venezia e sotto la regia del Consorzio Venezia Nuova. Inoltre, la fabbricazione dei serbatoi che ha in ultima analisi ritardato la consegna delle navi C. 196 e C. 197 è stata commissionata all'impresa Idromacchine S.r.l., mentre il Cantiere Navale De Poli SpA è responsabile solo dell'allestimento delle navi. Gli enti responsabili dei lavori di banchinamento ed il costruttore dei serbatoi sono dei soggetti operanti al di fuori del controllo del cantiere, la cui attività dipende invece dal loro operato. A ciò si aggiunga che i serbatoi sono indispensabili per la sicurezza e la qualità delle navi C. 196 e C. 197, che dovevano essere conformi alle specifiche IMO e R.I.NA. per ottenere la prevista classificazione R.I.NA "Marca Stella 100 A.1.1. Nav.I.L. Cst (GL) P (-48 °C, 1 bar, 0,97 ton/m3) tipo 2G, IIQ-IAQ-A".
26. Lo zucchero prodotto in eccedenza rispetto alle quote "A+B" non può beneficiare di misure interne di sostegno né essere commercializzato liberamente sul mercato comune. Esso può costituire oggetto di un "riporto" alla campagna successiva: in altri termini, la produzione è per così dire differita di un anno. Lo zucchero fuori quota che non viene riportato deve essere esportato senza restituzione: si tratta dello zucchero "C". Il suo valore dipende dal prezzo dello zucchero sul mercato mondiale e le barbabietole utilizzate sono pagate a un prezzo non garantito. 26. Lo zucchero prodotto in eccedenza rispetto alle quote "A+B" non può beneficiare di misure interne di sostegno né essere commercializzato liberamente sul mercato comune. Esso può costituire oggetto di un "riporto" alla campagna successiva: in altri termini, la produzione è per così dire differita di un anno. Lo zucchero fuori quota che non viene riportato deve essere esportato senza restituzione: si tratta dello zucchero "C". Il suo valore dipende dal prezzo dello zucchero sul mercato mondiale e le barbabietole utilizzate sono pagate a un prezzo non garantito.
28. In tale contesto è difficile che uno zuccherificio possa approvvigionarsi in un bacino di produzione di barbabietole diverso dal "proprio", sia a causa della limitata disponibilità del prodotto da trasformare al di fuori di un contratto di coltivazione, sia perché i bacini bieticoli alternativi devono essere sufficientemente vicini per garantire un prodotto utilizzabile e perché devono esistere accordi in tal senso tra le società di trasformazione dello zucchero. 28. In tale contesto è difficile che uno zuccherificio possa approvvigionarsi in un bacino di produzione di barbabietole diverso dal "proprio", sia a causa della limitata disponibilità del prodotto da trasformare al di fuori di un contratto di coltivazione, sia perché i bacini bieticoli alternativi devono essere sufficientemente vicini per garantire un prodotto utilizzabile e perché devono esistere accordi in tal senso tra le società di trasformazione dello zucchero.
(13) L'articolo 16 istituisce il centro euro-mediterraneo di servizi finanziari ed assicurativi, ove operano sussidiarie o affiliate di istituzioni creditizie, di società di intermediazione mobiliare, di società fiduciarie, di enti e società di assicurazione, di società finanziarie che raccolgono fondi sui mercati internazionali da utilizzare unicamente fuori del territorio dello Stato italiano con non residenti. Nello stesso centro operano anche società di intermediazione ed assistenza al commercio internazionale. Sovrintende al centro un comitato, nominato dal presidente della Regione Sicilia, che conferisce e revoca alle imprese l'autorizzazione ad operare nel centro. (13) L'articolo 16 istituisce il centro euro-mediterraneo di servizi finanziari ed assicurativi, ove operano sussidiarie o affiliate di istituzioni creditizie, di società di intermediazione mobiliare, di società fiduciarie, di enti e società di assicurazione, di società finanziarie che raccolgono fondi sui mercati internazionali da utilizzare unicamente fuori del territorio dello Stato italiano con non residenti. Nello stesso centro operano anche società di intermediazione ed assistenza al commercio internazionale. Sovrintende al centro un comitato, nominato dal presidente della Regione Sicilia, che conferisce e revoca alle imprese l'autorizzazione ad operare nel centro.
(39) Analogamente, il sistema italiano di imposizione dei redditi delle persone giuridiche non prevede alcuna esenzione per le istituzioni creditizie, le società di intermediazione mobiliare, le società fiduciarie, gli enti e le società di assicurazione e le società finanziarie che raccolgono fondi sui mercati internazionali da utilizzare unicamente fuori del territorio dello Stato italiano con non residenti. Né altre regioni, a parte la Sicilia, avrebbero il potere di conferire siffatta esenzione. (39) Analogamente, il sistema italiano di imposizione dei redditi delle persone giuridiche non prevede alcuna esenzione per le istituzioni creditizie, le società di intermediazione mobiliare, le società fiduciarie, gli enti e le società di assicurazione e le società finanziarie che raccolgono fondi sui mercati internazionali da utilizzare unicamente fuori del territorio dello Stato italiano con non residenti. Né altre regioni, a parte la Sicilia, avrebbero il potere di conferire siffatta esenzione.
[2] Più precisamente, la Sicilia si accollerebbe, ai sensi dell'articolo 8, comma 2 della legge 27 luglio 2000, n. 212, l'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dai beneficiari aventi domicilio fiscale al di fuori della Sicilia. Il gettito delle imposte sulle persone giuridiche pagate dalle imprese siciliane spetta alla Regione Sicilia [2] Più precisamente, la Sicilia si accollerebbe, ai sensi dell'articolo 8, comma 2 della legge 27 luglio 2000, n. 212, l'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuta dai beneficiari aventi domicilio fiscale al di fuori della Sicilia. Il gettito delle imposte sulle persone giuridiche pagate dalle imprese siciliane spetta alla Regione Sicilia
23) Analogamente la Commissione ritiene che la misura di cui al comma 2 sembra falsare la concorrenza ed incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Sebbene, nelle informazioni trasmesse, le autorità italiane sostengano che di norma i servizi di vigilanza non sono prestati al di fuori del territorio nel quale le imprese di vigilanza sono stabilite e che queste imprese devono ottenere una particolare licenza per esercitare le loro attività, la Commissione considera che, in questa fase del procedimento, le autorità italiane non hanno fornito informazioni sufficienti per dimostrare che per i quattro servizi di cui sopra prestati da imprese di vigilanza non vi sia una concorrenza tra Stati membri e che la misura non incida sugli scambi e sulla concorrenza. 23) Analogamente la Commissione ritiene che la misura di cui al comma 2 sembra falsare la concorrenza ed incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Sebbene, nelle informazioni trasmesse, le autorità italiane sostengano che di norma i servizi di vigilanza non sono prestati al di fuori del territorio nel quale le imprese di vigilanza sono stabilite e che queste imprese devono ottenere una particolare licenza per esercitare le loro attività, la Commissione considera che, in questa fase del procedimento, le autorità italiane non hanno fornito informazioni sufficienti per dimostrare che per i quattro servizi di cui sopra prestati da imprese di vigilanza non vi sia una concorrenza tra Stati membri e che la misura non incida sugli scambi e sulla concorrenza.
(40) Valutare se una misura settoriale conferisca un vantaggio selettivo è in linea con la prassi della Commissione. Ad esempio, al punto 16 della sua decisione sul caso N 622/2003 Digitalisierungsfonds — Austria [9], la Commissione ha affermato che %quot%Il regime notificato è selettivo poiché è in parte destinato ad imprese che operano nei settori collegati alla digitalizzazione della televisione, ad esempio ad emittenti, e in parte, direttamente o indirettamente, ad imprese che operano nel mercato dei servizi di trasmissione digitale. Le autorità austriache avevano in effetti affermato che la misura era di carattere generale poiché non conferiva un vantaggio ad imprese specifiche. Tuttavia, quando la Commissione ha posto domande riguardo alla selettività del regime, le autorità non hanno negato che la misura come tale abbia un carattere selettivo. Come affermato dalla Corte di giustizia nella causa Adria Wien [10], la misura conferisce un vantaggio ad un settore specifico e deve quindi essere considerata come una misura specifica%quot%. (40) Valutare se una misura settoriale conferisca un vantaggio selettivo è in linea con la prassi della Commissione. Ad esempio, al punto 16 della sua decisione sul caso N 622/2003 Digitalisierungsfonds — Austria [9], la Commissione ha affermato che %quot%Il regime notificato è selettivo poiché è in parte destinato ad imprese che operano nei settori collegati alla digitalizzazione della televisione, ad esempio ad emittenti, e in parte, direttamente o indirettamente, ad imprese che operano nel mercato dei servizi di trasmissione digitale. Le autorità austriache avevano in effetti affermato che la misura era di carattere generale poiché non conferiva un vantaggio ad imprese specifiche. Tuttavia, quando la Commissione ha posto domande riguardo alla selettività del regime, le autorità non hanno negato che la misura come tale abbia un carattere selettivo. Come affermato dalla Corte di giustizia nella causa Adria Wien [10], la misura conferisce un vantaggio ad un settore specifico e deve quindi essere considerata come una misura specifica%quot%.
3) NMS è stata creata nel 1992 da RAS e da Minmet Financing Company. RAS ne ha successivamente assegnato la proprietà (il 97,5 % nel 1996 e attualmente il 100 %) all'"Ente Minerario Sardo" ("EMSA"). Nel 1998 EMSA è stato posto in liquidazione. Il commissario liquidatore aveva ricevuto il mandato di privatizzare le attività nella misura del possibile e, altrimenti, di procedere alla loro chiusura. Tuttavia, quando i tentativi esperiti per privatizzare NMS sono falliti ed EMSA ha cessato le attività (giugno 2002), NMS non è stata liquidata. 3) NMS è stata creata nel 1992 da RAS e da Minmet Financing Company. RAS ne ha successivamente assegnato la proprietà (il 97,5 % nel 1996 e attualmente il 100 %) all'"Ente Minerario Sardo" ("EMSA"). Nel 1998 EMSA è stato posto in liquidazione. Il commissario liquidatore aveva ricevuto il mandato di privatizzare le attività nella misura del possibile e, altrimenti, di procedere alla loro chiusura. Tuttavia, quando i tentativi esperiti per privatizzare NMS sono falliti ed EMSA ha cessato le attività (giugno 2002), NMS non è stata liquidata.
120 | Hintergrund Die zunehmende Mobilität der Bürger in der Europäischen Union hat zu einer Zunahme von Ehen mit einer internationalen Komponente geführt. Hierin eingeschlossen sind Fälle, bei denen die Ehegatten nicht dieselbe Staatsangehörigkeit besitzen oder nicht in demselben Mitgliedstaat wohnhaft sind oder gemeinsam in einem Mitgliedstaat leben, dessen Staatsangehörigkeit sie nicht besitzen. Angesichts der hohen Scheidungsrate in der Europäischen Union betrifft die Frage des anwendbaren Rechts und der gerichtlichen Zuständigkeit Jahr für Jahr nicht wenige Bürger. Abschnitt 3 der beigefügten Folgenabschätzung enthält eine Statistik zur Zahl der internationalen Eheschließungen und Ehescheidungen in der Europäischen Union. Bestehende Rechtsvorschriften auf diesem Gebiet Eine Regelung zum anwendbaren Recht in Ehesachen fehlt derzeit im Gemeinschaftsrecht. Der erste im Bereich des Familienrechts angenommene Rechtsakt - die Verordnung (EG) Nr. 1347/2000[4] - enthält Vorschriften zur gerichtlichen Zuständigkeit und zur Anerkennung und Vollstreckung von gerichtlichen Entscheidungen in Ehesachen sowie von aus Anlass von Ehesachen ergangenen Entscheidungen über die elterliche Verantwortung für die gemeinsamen Kinder der Ehegatten. Die Frage des anwendbaren Rechts wurde hingegen ausgeklammert. Auch die Verordnung (EG) Nr. 2201/2003 des Rates[5], durch die die Verordnung (EG) Nr. 1347/2001 mit Wirkung vom 1. März 2005 aufgehoben wurde, brachte diesbezüglich keine Veränderungen. Die Frage des anwendbaren Rechts wurde während der Beratungen über diese Verordnung nicht weiter erörtert; vielmehr wurden die Ehesachen betreffenden Vorschriften praktisch unverändert in die Verordnung (EG) 1347/2000 übernommen. Die Verordnung (EG) 2201/2003 ermöglicht es Ehegatten, zwischen mehreren möglichen Gerichtsständen zu wählen. Wurden die Gerichte eines Mitgliedstaates mit einer Ehesache befasst, bestimmt sich das anwendbare Recht nach den innerstaatlichen Kollisionsnormen dieses Mitgliedstaates, die jedoch ganz unterschiedliche Anknüpfungspunkte aufweisen. In den meisten Mitgliedstaaten bestimmt sich das anwendbare Recht nach einer Reihe von Faktoren, die die größtmögliche Gewähr dafür bieten sollen, dass sich das Verfahren nach der Rechtsordnung richtet, mit der es den engsten Bezug aufweist. Andere Mitgliedstaaten wiederum wenden auf Ehesachen systematisch ihr eigenes Recht („lex fuori“) an. Ziele des Vorschlags Der vorliegende Vorschlag soll einen klaren, möglichst umfassenden Rechtsrahmen für Ehesachen in der Europäischen Union liefern, der in Bezug auf Rechtssicherheit, Berechenbarkeit, Flexibilität und Zugang zu den Gerichten bedarfsgerechte Lösungen anbietet. Derzeit kann es bei Verfahren in Ehesachen mit internationaler Komponente zu Komplikationen kommen. Der Umstand, dass die innerstaatlichen Rechtsordnungen sowohl in Bezug auf die materiellrechtlichen Bestimmungen als auch in Bezug auf die Kollisionsnormen stark voneinander abweichen, schafft Rechtsunsicherheit. Wegen der großen Unterschiede zwischen den Kollisionsnormen der Mitgliedstaaten sowie deren Komplexität können Ehepaare mit internationalem Hintergrund nur schwer voraussagen, welches Recht für sie in Ehesachen gilt. In den meisten Mitgliedstaaten haben die Ehegatten bei einer Scheidung nicht die Möglichkeit, selbst zu wählen, nach welchem Recht sich das Verfahren richten soll. Dies kann dazu führen, dass eine Rechtsordnung zur Anwendung kommt, zu der die Ehegatten nur eine lose Verbindung haben, und dass das Ergebnis den legitimen Erwartungen der Bürger nicht gerecht wird. Außerdem kann die gegenwärtige Regelung einen „Wettlauf zu den Gerichten“ zwischen den Ehegatten auslösen, wobei jeder versucht, das Gericht als erster anzurufen, um zu erreichen, dass sich das Verfahren nach einer bestimmten, den eigenen Interessen zuträglichen Rechtsordnung richtet. Schließlich gewährleisten die geltenden Vorschriften keinen hinreichenden Zugang zu den Gerichten. Mit der Änderung der Verordnung (EG) Nr. 2201/2003 in Bezug auf die gerichtliche Zuständigkeit und das anwendbare Recht in Ehesachen wird Folgendes bezweckt: Größere Rechtssicherheit und Berechenbarkeit Der Vorschlag führt harmonisierte Kollisionsnormen für die Ehescheidung und die Trennung ohne Auflösung des Ehebandes ein, damit die Ehegatten bereits im Voraus wissen, nach welchem Recht sich ein Verfahren in Ehesachen richtet. Vorgeschlagen wird eine Regelung, deren Hauptanknüpfungspunkt die Gerichtsstandsvereinbarung der Ehegatten ist. Die Wahl beschränkt sich allerdings auf Rechtsordnungen, zu denen die Ehe einen engen Bezug aufweist. Damit wird ausgeschlossen, dass die Wahl auf exotische Rechtsordnungen fällt, zu denen die Ehegatten wenig oder gar keinen Bezug haben. Bei fehlender Gerichtsstandsvereinbarung bestimmt sich das anwendbare Recht nach einer Reihe von Anknüpfungspunkten, die die Gewähr dafür bieten, dass sich das Verfahren nach der Rechtsordnung richtet, zu der es den engsten Bezug aufweist. Für Ehepaare und Rechtspraktiker bedeutet dies mehr Rechtssicherheit und Berechenbarkeit. Mehr Flexibilität durch Einführung einer begrenzten Parteiautonomie In Ehesachen ist für das Prinzip der Parteiautonomie derzeit wenig Platz. Die einzelstaatlichen Kollisionsnormen sehen in der Regel nur eine Lösung für einen bestimmten Sachverhalt vor, z.B. die Anwendung des Rechts, dessen Staatsangehörigkeit beiden Ehegatten gemeinsam ist, oder die Anwendung des Recht des Gerichtsstandes. Der vorliegende Vorschlag sorgt insofern für mehr Flexibilität, als er den Ehegatten bis zu einem gewissen Grad die Möglichkeit gibt, im Falle einer Scheidung oder einer rechtlichen Trennung ohne Auflösung des Ehebandes a) das anwendbare Recht und b) das zuständige Gericht zu bestimmen. Insbesondere bei einer Scheidung in gegenseitigem Einvernehmen kann es von Vorteil sein, wenn sich die Ehegatten diesbezüglich untereinander einigen können. Dabei wird Vorsorge getroffen, dass sich die Ehegatten der Tragweite ihrer Entscheidung bewusst sind. Rechtsweggarantie Ebenfalls verbessert werden soll bei Verfahren in Ehesachen der Zugang zu den Gerichten. Die Möglichkeit der Gerichtsstandswahl bei Ehescheidungsverfahren und Trennungsverfahren ohne Auflösung des Ehebandes („Prorogation“) soll die Beschreitung des Rechtsweges in den Fällen erleichtern, in denen die Ehegatten nicht dieselbe Staatsangehörigkeit besitzen. Die Prorogation soll auch dann gelten, wenn das Paar in einem Drittland lebt. Ferner soll durch den Vorschlag der Zugang zur Gerichtsbarkeit speziell auch im Falle gemischtstaatlicher Ehen sichergestellt werden, bei denen die Eheleute in einem Drittland leben. Im Interesse der Rechtssicherheit enthält der Vorschlag eine einheitliche, erschöpfende Regelung der Restzuständigkeiten, um den Rechtsweg in Ehesachen auch denjenigen Ehegatten offen zu halten, die in einem Drittstaat leben, das Verfahren aber in einem Mitgliedstaat abwicklen möchten, zu dem sie einen engen Bezug haben. Verhinderung eines „Wettlaufs zu den Gerichten“ Schließlich wird auch das Problem des „Wettlaufs zu den Gerichten“ angegangen, bei dem einer der Ehegatten die Scheidung zuerst einreicht, um sicherzugehen, dass sich das Verfahren nach einer Rechtsordnung richtet, die vor allem seine Interessen schützt. Dies kann dazu führen, dass eine Rechtsordnung zur Anwendung kommt, zu der der Verfahrensgegner nur einen losen Bezug hat oder die seine Interessen nicht genügend berücksichtigt. Außerdem werden Versöhnungsbemühungen dadurch erschwert und es bleibt nur wenig Zeit, um vermittelnd einzugreifen. Durch die Einführung harmonisierter Kollisionsnormen dürfte die Gefahr eines „Wettlaufs zu den Gerichten“ deutlich geringer werden, da jedes in der Gemeinschaft angerufene Gericht das auf der Grundlage gemeinsamer Vorschriften bestimmte Recht anwenden würde. | Contesto generale La maggiore mobilità dei cittadini all’interno dell’Unione europea ha portato a un aumento dei matrimoni internazionali, ossia di quelle unioni in cui i coniugi hanno una cittadinanza diversa oppure vivono in Stati membri diversi o in uno Stato membro di cui almeno uno dei due non è cittadino. Considerato l’alto tasso di divorzi nell’Unione europea, la legge applicabile e la competenza giurisdizionale in materia matrimoniale riguardano ogni anno un numero considerevole di cittadini. Nella sezione 3 dell’allegata valutazione d’impatto sono riportate statistiche sulle cifre dei matrimoni e dei divorzi internazionali nell’Unione europea. Disposizioni vigenti nel settore della proposta Attualmente non esistono norme comunitarie sulla legge applicabile in materia matrimoniale. Il primo strumento comunitario adottato nel settore del diritto di famiglia, il regolamento (CE) n. 1347/2000 del Consiglio[4], stabilisce norme relative alla competenza giurisdizionale, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e relative alla potestà dei genitori sui figli avuti in comune, emesse in occasione di procedimenti matrimoniali, ma non dispone in merito alla legge applicabile. L’entrata in vigore del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio[5], che ha abrogato e sostituito il regolamento (CE) n. 1347/2000 a partire dal 1º marzo 2005, non ha apportato modifiche al riguardo. La questione della legge applicabile non è stata evocata durante i negoziati sul regolamento che ha mantenuto pressoché immutate le disposizioni matrimoniali del regolamento (CE) n. 1347/2000. Il regolamento (CE) n. 2201/2003 consente ai coniugi di scegliere tra vari criteri di competenza alternativi. Una volta instaurato il procedimento matrimoniale davanti alle autorità giurisdizionali di uno Stato membro, la legge applicabile è individuata attraverso le norme di conflitto di tale Stato, che si basano su criteri molto diversi. La maggior parte degli Stati membri determina la legge applicabile attenendosi a una serie di criteri di collegamento diretti a garantire che il procedimento sia disciplinato dall’ordinamento giuridico con cui presenta il legame più stretto. Altri Stati membri applicano sistematicamente la legge nazionale (“lex fori”). Obiettivo della proposta Obiettivo generale della presente proposta è istituire un quadro normativo chiaro e completo in materia matrimoniale nell’Unione europea, e garantire ai cittadini soluzioni adeguate per quanto riguarda la certezza del diritto, la prevedibilità, la flessibilità e l’accesso alla giustizia. La situazione attuale può comportare una serie di problemi nei procedimenti matrimoniali aventi carattere internazionale. Il fatto che le leggi nazionali siano molto diverse sia in termini di diritto sostanziale che di norme di conflitto crea incertezza giuridica. La grande diversità e la complessità delle norme di conflitto nazionali rendono molto difficile, per una coppia internazionale, prevedere quale legge si applicherà al loro procedimento matrimoniale. In quasi tutti gli Stati membri i coniugi non hanno la possibilità di scegliere la legge applicabile ai procedimenti matrimoniali, può quindi succedere che venga applicata una legge con cui i coniugi hanno solo un legame debole e che il risultato non corrisponda alle legittime aspettative dei cittadini. Inoltre, le attuali norme possono indurre un coniuge a precipitarsi in tribunale per adire il giudice per primo, in modo da assicurarsi che il procedimento sia disciplinato da una legge particolare che ne tuteli gli interessi. Le norme attuali, poi, non garantiscono un accesso alla giustizia sufficiente. La presente proposta modifica il regolamento (CE) n. 2201/2003 limitatamente alla competenza giurisdizionale e alla legge applicabile in materia matrimoniale, al fine di raggiungere gli obiettivi che seguono. Rafforzare la certezza del diritto e la prevedibilità La proposta introduce norme di conflitto armonizzate in materia di divorzio e separazione personale per permettere ai coniugi di prevedere facilmente quale legge si applicherà al procedimento matrimoniale. La norma proposta si basa anzitutto sulla scelta dei coniugi. Questa scelta è limitata alle leggi con cui il matrimonio presenta uno stretto legame, in modo da evitare l’applicazione di leggi “esotiche” con cui i coniugi hanno un legame minimo o inesistente. In mancanza di scelta, la legge applicabile è determinata in base a una serie di criteri di collegamento diretti a garantire che il procedimento matrimoniale sia disciplinato dall’ordinamento giuridico con cui il matrimonio presenta un legame stretto. In questo modo aumenteranno di molto la certezza del diritto e la prevedibilità, sia per i coniugi interessati che per gli operatori del diritto. Aumentare la flessibilità introducendo una limitata autonomia delle parti Oggi come oggi l'autonomia delle parti in materia matrimoniale è assai ridotta. Le norme di conflitto nazionali prevedono in linea di principio un’unica soluzione a una data situazione, applicando ad esempio la legge nazionale comune dei coniugi o la legge del foro. La proposta rende più flessibile il quadro normativo in quanto riconosce ai coniugi una limitata possibilità di scelta in ordine a) alla legge applicabile; b) all’autorità giurisdizionale competente per i procedimenti di divorzio e separazione personale. Permettere ai coniugi di raggiungere un accordo su tali punti potrebbe risultare particolarmente utile nei divorzi consensuali. Sono quindi introdotte garanzie speciali affinché i coniugi siano consapevoli delle conseguenze della loro scelta. Garantire l’accesso alla giustizia La proposta intende migliorare l’accesso alla giustizia nei procedimenti matrimoniali. La possibilità di scegliere l’autorità giurisdizionale competente per i procedimenti di divorzio o separazione personale (“proroga”) faciliterà l’accesso alla giustizia dei coniugi di nazionalità diversa. La norma sulla proroga si applica che la coppia viva in uno Stato membro o in uno Stato terzo. La proposta inoltre risponde specificamente all’esigenza di garantire l’accesso alla giustizia dei coniugi di nazionalità diversa che vivono in uno Stato terzo. Essa introduce una norma uniforme e completa sulla competenza residuale per rafforzare la certezza del diritto e garantire l’accesso alla giustizia in materia matrimoniale ai coniugi che vivono in uno Stato terzo e che vorrebbero adire l’autorità giurisdizionale di uno Stato membro con cui hanno un legame stretto. Evitare la “corsa in tribunale” Da ultimo, la proposta affronta il problema della “corsa in tribunale”, di quella situazione cioè in cui un coniuge domanda il divorzio prima dell’altro per assicurarsi che il procedimento sia regolato da una legge che ne tuteli gli interessi. Il rischio è che si applichi una legge con cui il convenuto non sente un legame stretto o che non tiene conto dei suoi interessi, che diventino difficili i tentativi di conciliazione e resti poco tempo per la mediazione. Introducendo norme di conflitto armonizzate, è probabile che diminuirebbe di molto il rischio della “corsa in tribunale” dal momento che qualsiasi autorità giurisdizionale adita nella Comunità applicherebbe la legge designata in base a norme comuni. |
Con riferimento al secondo obiettivo, la competitività delle imprese può essere favorita da molteplici elementi, tra i quali appare imprescindibile l'esistenza di un quadro normativo adeguato in materia di diritto societario posto saldamente in equilibrio tra misure nazionali e comunitarie. Con riferimento al secondo obiettivo, la competitività delle imprese può essere favorita da molteplici elementi, tra i quali appare imprescindibile l'esistenza di un quadro normativo adeguato in materia di diritto societario, posto saldamente in equilibrio tra misure nazionali e comunitarie.
In Sonnino, einem kleinen Dorf mit rund siebentausend Einwohnern in der Provinz Latina, hat sich im Jahr 2004 die Amateurtheatergruppe „I teatranti dell'Arca“ gegründet, um die berühmte musikalische Komödie „Aggiungi un posto a tavola“ von Garinei und Giovannini aufzuführen. Nel comune di Sonnino, un piccolo paese di circa settemila abitanti in Provincia di Latina, è nato nel 2004 un gruppo teatrale amatoriale chiamato «I teatranti dell'Arca» con lo scopo di portare in scena la famosissima commedia musicale di Garinei & Giovannini «Aggiungi un posto a tavola».